Si parte presto da Perugia sotto una pioggia fastidiosa che fa presagire una giornata grigia. Ed infatti il cielo del capoluogo sembra trasfigurarsi paro paro nel parquet di Porano.
Prima di tutto la doverosa cronaca: la partita è immediatamente intensa e senza esclusione di colpi (anche troppi) ed il primo quarto, partito non benissimo, si chiude senza particolari strappi. Al rientro dal mini break, Monti prima e Curti poi, ci fanno agguantare il pari sul 20 a 20. Di qui il vuoto: incredibile parziale di 18 a zero che costituisce un colpo da KO. Alla sirena del riposo sul tabellone si legge 38 a 23. Quando si rientra in campo la musica non cambia di molto e complice anche la scarsissima percentuale dai liberi (16 su 50 alla fine - che sarebbero stati 17 se la refertista non avesse commesso un errore), anche il terzo quarto si chiude con un passivo di 5 punti. L´ultimo periodo vede un coraggioso tentativo di scuotere la gara tentato da Federico Corbucci che però non trova riscontro tra i compagni. Alla sirena di fine ostilità i punti di scarto sono 13 ed oltre alla sconfitta incassiamo anche due leggeri (pare e si spera) infortuni occorsi a Corbucci e Pelli che sono lo specchio di un confronto non certo di fioretto.
Fin qui la partita. Riguardo alla sconfitta c´è da sottolineare che abbiamo perso non già contro la seppur valida formazione Orvietana ma bensì contro l´avversario più temibile: noi stessi. Lo spasmodico tentativo di attribuire a fattori esterni le difficoltà riscontrate nella gara ci ha distolto dagli obiettivi sul campo e ci ha indotti ad una reazione scomposta che non ci fa certo onore. Anche quando la meta più ambiziosa, la vittoria finale, era inevitabilmente(?) compromessa non si è stati in grado nemmeno di puntare sulla più facile differenza canestri. Con tutto il rispetto per i padroni di casa, non possiamo nasconderci che non esiste alcuna superiorità da parte loro e che l´esito dei prossimi scontri diretti dipende unicamente dalla nostra condizione mentale.